Il capo del coordinamento israeliano per gli aiuti alla Striscia (Cogat), Rassan Alyan, ha dichiarato che "oltre 400 camion di aiuti umanitari attendono di essere ritirati immediatamente dall'Onu al valico di Kerem Shalom".
Alyan ha accusato le Nazioni Unite di essersi astenute negli ultimi giorni dal compiere il proprio dovere e di "continuare invece a diffondere informazioni errate e fuorvianti sulle difficoltà umanitarie". E ha aggiunto: "Dovete svolgere il vostro compito nei confronti dei residenti di Gaza".
LA GIORNATA - Prima sono entrati uno dietro l'altro in fila lungo il percorso protetto da alte recinzioni di metallo, dentro una conca di terra gialla sbancata dalle ruspe militari. Le prime immagini da Tel Sultan a Rafah, nell'estremo sud di Gaza, hanno fatto vedere uomini di qualsiasi età che tornavano indietro ordinatamente con pacchi di cartone sulle spalle. Qualcuno in un video ha pure gridato 'viva l'America'.
Poche ore, e arriva l'annuncio che il sito di distribuzione degli aiuti umanitari gestito dalla Gaza humanitarian foundation (Ghf), aperto martedì per la prima volta, avrebbe chiuso alle 17.30. La folla in attesa fuori, e ancora prima ai posti di blocco di Hamas per impedire di raggiungere il centro, si è rifiutata di tornare indietro a mani vuote. Centinaia di persone, ragazzi, donne velate di nero dalla testa ai piedi, bambini, anziani hanno preso a correre verso i tavoli dov'era accatastato il cibo dentro gli scatoloni buttando giù le barriere. Il caos si è alzato d'improvviso, una massa di corpi si è precipitata verso gli aiuti che aspettava dal 2 marzo.







