Quattro anni fa un incidente gli aveva provocato una grave lesione nella parte bassa della colonna vertebrale, causando una parziale paralisi degli arti inferiori. Oggi, grazie a un protocollo sperimentale basato sulla stimolazione elettrica epidurale combinata con la riabilitazione, il paziente è in grado di percorrere alcune centinaia di metri con il solo aiuto di deambulatore e tutori. Un caso, il primo al mondo, che dimostra la possibilità di impiegare questa tecnica innovativa anche a livello del tratto terminale del midollo spinale, il cono midollare, compromesso in circa la metà delle lesioni da trauma.

Un caso diverso dagli altri

La notizia arriva dal MINE Lab, un centro di avanguardia sulle neurotecnologie impiantabili modulari che vede coinvolti chirurghi, fisioterapisti e ricercatori dell’Irccs San Raffaele e dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, e bioingegneri della Scuola Superiore Sant’Anna (Ssa) di Pisa. Il caso-studio è presentato oggi sulle pagine di Med (una pubblicazione di Cell Press) e si inserisce all’interno di un programma di ricerca unico, non solo in Italia. “Secondo le conoscenze attuali, i pazienti con questo tipo di lesioni non sarebbero idonei per la neurostimolazione epidurale, per via dell’impossibilità teorica di trasmissione degli impulsi dal cono gli arti inferiori”, spiega a Salute Pietro Mortini, primario di Neurochirurgia dell’Irccs, ordinario di Neurochirurgia dell’ateneo meneghino e coordinatore del MINE Lab insieme a Sandro Iannaccone, Direttore del Dipartimento di Riabilitazione al San Raffaele, e Silvestro Micera, Ordinario di Bioelettronica e Ingegneria Neurale della Ssa. “Con questo caso - prosegue - abbiamo dimostrato il contrario: questa evidenza apre uno scenario per la riabilitazione più ampio di quello finora considerato e può offrire nuove speranze ai pazienti".