Una delle frontiere più avanzate della ricerca oggi è quella che riguarda i cosiddetti «nuovi materiali», sostanze progettate per offrire prestazioni superiori, sostenibilità ambientale e funzionalità innovative rispetto ai materiali tradizionali. E nessun «nuovo materiale» negli ultimi anni ha riscosso più entusiasmo del grafene, un foglio di carbonio monoatomico noto per la sua straordinaria resistenza e conducibilità elettrica. Il «materiale delle meraviglie», come è stato soprannominato, è ampiamente studiato ed esplorato nei laboratori, ma nei prodotti commerciali, soprattutto in ambito non professionale, si è visto per ora poco o affatto. Il realme Gt 7, che stiamo testando da un paio di settimane, è il primo smartphone a fare utilizzo del grafene (in ambito pc invece è Acer ad aver adottato una soluzione simile per il suo laptop Predator Triton 14 AI). Il Gt 7, strettamente imparentato con il Gt 7 Pro che abbiamo visto al Mobile World Congress di Barcellona, arriva con l'ambizione di fare concorrenza ai telefoni flagship, partendo da un prezzo assai più basso e potendo calare due assi, entrambi figli della ricerca sui nuovi materiali. Il già citato grafene e una batteria enorme, 7000 mAh, nonostante le dimensioni normali, quasi contenute del Gt 7, che consente un'autonomia praticamente mai vista su uno smartphone.
Realme GT 7, recensione: il primo smartphone al grafene e con una batteria mai vista che dura un'eternità
Nuovi materiali per disperdere il calore e nella chimica della batteria, che è extralarge (7000 mAh) pur con uno spessore ridotto del dispositivo







