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Senza Tadej Pogačar, il fenomenale ciclista sloveno che aveva dominato lo scorso Giro d’Italia, in questa edizione della corsa ci si attendevano equilibrio e incertezza, e per ora sta andando proprio così. Nelle prime due settimane sono successe diverse cose inattese, le distanze in classifica generale sono piccole e l’esito è ancora imprevedibile: ora siamo al secondo giorno di riposo prima degli ultimi sei giorni di corsa. Tra il primo e il decimo classificato ci sono 3 minuti e 53 secondi di distacco: lo scorso anno a questo punto della corsa Pogačar aveva 6 minuti e 41 secondi di vantaggio sul secondo e addirittura oltre 13 minuti sul decimo.

Oltre ai distacchi ridotti, sono ancor più sorprendenti i nomi e le posizioni proprio del primo e del decimo classificato, perché in testa c’è il ventunenne messicano Isaac Del Toro, al suo esordio al Giro d’Italia, mentre al decimo posto c’è il trentacinquenne sloveno Primož Roglič, inizialmente considerato il favorito per la vittoria. Del Toro indossa quindi la maglia rosa, quella del leader della classifica generale.

Ciò che non è cambiato rispetto al 2024 è che la squadra migliore è sempre la UAE Team Emirates XRG, la stessa di Pogačar e quella per cui gareggia Del Toro. All’inizio del Giro si pensava sarebbe stato il ventiduenne spagnolo Juan Ayuso il capitano della squadra, cioè colui che avrebbe gareggiato per vincere la corsa. Due settimane dopo, tuttavia, Ayuso è terzo in classifica generale con 1 minuto e 26 secondi di ritardo dal compagno di squadra Del Toro, che finora sta gestendo alla grande la corsa, dimostrando di essere in eccellente forma.