BOLOGNA – Dopo anni di lotta delle operaie e di battaglie legali, arriva l’annuncio: "La Perla è salva!”. A farlo è il ministro Adolfo Urso al tavolo in corso a Bologna, nello stabilimento dell’intimo di lusso in via Mattei. “Il simbolo del Made in Italy sarà rilanciato da un investitore che garantirà marchio, sito produttivo e tutti gli occupati" fa sapere il ministro entrando nei dettagli del piano industriale che prevede l'assunzione dei 210 dipendenti coinvolti nelle procedure Lpm (La Perla Management) e Lpmg Ita, ma “anche un incremento della forza lavoro con ulteriori 40 nuove assunzioni. Elemento qualificante del progetto è la volontà di mantenere e rilanciare il sito produttivo di Bologna, investendo nella sua progressiva riattivazione come cuore manifatturiero del marchio".

All’incontro sono presenti l’assessore regionale Giovanni Paglia, Stefano Mazzetti, capo di gabinetto a Palazzo Malvezzi e delegato al lavoro.

"Sono qui con voi, perché questa era la battaglia del made in Italy e l'abbiamo combattuta insieme, senza mai mollare – dice Urso - Grazie all'impegno straordinario dei commissari, dei curatori italiani, dei liquidatori inglesi e dello staff del Mimit, abbiamo individuato una soluzione industriale per una delle crisi più emblematiche del settore moda, tra le più complesse mai affrontate dal ministero, per la prima volta alle prese con più procedure in diversi paesi, con una complessità legale che appariva inestricabile. Un grande successo frutto di un lavoro di squadra".