«Ma figurati se ti mettono a fare un lavoro così!».
È con queste parole che Gina Perona entra per la prima volta alla «Manifattura Tabacchi», dove presto inizierà a lavorare. Gliele sussurra la suocera che l’accompagna perché la vede impressionata dalle mani distrutte dell’operaia anziana che le sta andando incontro. «Quando sono andata alla visita medica — scriverà Gina — vidi arrivare in portineria una donna con una cuffia in testa, con indosso un grembiule sporco, con delle croste spesse, le mani sudicie, marroni, secche e screpolate».









