Le parole del ministro Nordio sono «un passo avanti», ma la difesa di Alberto Stasi per ora non ha intenzione di chiedere una revisione della condanna. Forse lo farà più avanti, ma la sensazione è che ci sia la volontà di attendere sviluppi più decisivi dell’indagine di Pavia. Come, ad esempio, l’esito dell’incidente probatorio sul Dna sulle unghie di Chiara Poggi. Ma non solo, perché le attenzioni degli avvocati Antonio De Rensis e Giada Bocellari, sono soprattutto per l’impronta «33», quella che la procura ha attribuito al nuovo indagato Andrea Sempio. I legali sono al lavoro con i proprio consulenti su «brevi osservazioni tecniche» per chiedere alla procura altri accertamenti di natura biologica su quella traccia.