Un modo per vivere un viaggio con «la maggiore autenticità possibile», godendosi le «gioie della quotidianità». Ma anche per rendere una vacanza «più sostenibile» e, magari, «fare amicizia e mantenere i contatti con persone lontane». È quello che racconta Angela, descrivendo la sua esperienza da fruitrice di HomeExchange, l’ormai diffusissima formula di turismo che prevede lo scambio di casa. Che, oltre a «abbattere i costi», ha anche il vantaggio «un po' terapeutico, di aiutare a lavorare sulla gelosia» che possiamo provare per i nostri oggetti. Con l’unico limite che «per fare a scambio, una casa devi anche averla in proprietà».
Bologna, la storia della turista che «scambia» casa per le vacanze: «Bisogna essere proprietari, una richiesta anche dalle Hawaii. Aiuta a combattere la gelosia per spazi e oggetti»
L'esperienza di Angela: «Ho iniziato per curiosità, a volte capita anche di fare amicizia. Sicuramente permette un turismo più autentico»
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