Un modo per vivere un viaggio con «la maggiore autenticità possibile», godendosi le «gioie della quotidianità». Ma anche per rendere una vacanza «più sostenibile» e, magari, «fare amicizia e mantenere i contatti con persone lontane». È quello che racconta Angela, descrivendo la sua esperienza da fruitrice di HomeExchange, l’ormai diffusissima formula di turismo che prevede lo scambio di casa. Che, oltre a «abbattere i costi», ha anche il vantaggio «un po' terapeutico, di aiutare a lavorare sulla gelosia» che possiamo provare per i nostri oggetti. Con l’unico limite che «per fare a scambio, una casa devi anche averla in proprietà».