Non difende solamente Andrea Sempio, il nuovo indagato nell’inchiesta sul delitto di Garlasco, da lui definito “un comunista disadattato” che “non c’entra nulla con questa storia”. L’avvocato Massimo Lovati afferma anche di essere convinto che “Stasi è innocente” e condivide pure la posizione del ministro della Giustizia Carlo Nordio che ritiene “irrazionale” la sua condanna “dopo le assoluzioni”. E in un’intervista a Repubblica espone anche le sue teorie – parlando di esorcismi, Chiesa e sicari – riprendendo lo scandalo del Santuario della Bozzola, una storia di sesso e ricatti ai danni di un parroco venuto alla luce nel 2014. Un caso nel quale compare proprio il nome dello stesso avvocato Lovati (con un ruolo comunque marginale).
Quella del Santuario è una delle teorie “alternative” sul delitto di Chiara Poggi: ipotesi che gli inquirenti ritengono speculazioni prive di fondamento. Pochi giorni fa la trasmissione di Rai 3 Chi l’ha visto? ha ripreso la vicenda parlando di un documento di un latitante che collega il giro di scandali sessuali alla morte della giovane di Garlasco. Nel giugno 2014 a Vigevano, nei locali della diocesi, un carabiniere travestito da religioso vede due uomini romeni parlare col promotore di giustizia inviato dal Vaticano per capire cosa stia succedendo. “I due uomini chiedono al prete 250mila euro per non far scoppiare uno scandalo, e gli fanno sentire un audio del rettore del Santuario della Bozzola di Garlasco. I contenuti sono a sfondo sessuale” spiega il servizio televisivo a cura di Vittorio Romano in riferimento a presunti filmati registrati nella camera da letto del religioso, che si sarebbe intrattenuto con diversi giovani. L’uomo in questione è don Gregorio Vitali, che non è solo un prete ma anche un esorcista, lo stesso che fece il famoso appello all’assassino di Chiara Poggi dopo il delitto dicendo: “Mi meraviglio di come riesca a tenere dentro di sé questo macigno”. Don Gregorio, parte offesa nel processo, ammette un solo rapporto e gli viene proibito di celebrare messa. Gli altri protagonisti vengono condannati per estorsione. I rumeni alla fine avrebbero preso i soldi.













