Generale Luciano Garofano, lei comandava il Ris di Parma all’epoca del delitto di Chiara Poggi, cosa pensa di questa nuova impronta palmare trovata sul muro vicino al corpo della vittima e attribuita ad Andrea Sempio?

«Conosco bene chi ha fatto le indagini in quegli anni, si trattava di miei collaboratori estremamente bravi. Loro avevano considerato l’impronta non utile perché aveva pochi punti d’identità, e quindi rimango perplesso nel constatare che oggi è diventata utile. Da un’osservazione superficiale mi sembra un’immagine di scarsa qualità, molto poco definita, ma mi riservo di esprimere un parere definitivo dopo un’accurata diagnosi. Bisogna capire se quei 15 punti che la caratterizzano, le cosiddette minuzie dattiloscopiche, sono obiettivamente presenti e se sono davvero coincidenti con quelle di Sempio. E bisogna anche verificare che non ci siano altre caratteristiche che invece negano la corrispondenza».