Il cuore oltre l’ostacolo ce l’ha messo, arrivando oltre il limite sulle strette strade di Montecarlo, ma con un Norris così veloce sulla sua McLaren, soprattutto in trazione, era impossibile passare. Gli applausi a un grandissimo Leclerc (2°) vanno comunque fatti, considerando la situazione nella quale si ritrovava assieme al suo team nelle qualifiche di Imola, otto giorni fa. Oltre a una pista, quella del Principato, dalle curve lentissime tanto sofferte da Maranello in stagione, ma affrontata bene grazie a un trovato bilanciamento differente rispetto a quello scelto su altre piste, con l’obbligo di modificare le altezze da terra. Per il monegasco niente seconda vittoria di fila nella gara di casa, dunque, e niente primo successo di stagione col Cavallino. Per lo meno il team di Maranello vola a Barcellona con l’animo più sereno, in attesa di capire se la direttiva sulle ali flessibili possa cambiare le carte in tavola fra i team di testa, penalizzando soprattutto la McLaren.

Per Charles la possibile strategia per superare Norris era solo con uno sbaglio in pista di Lando, con l’undercut o una Safety Car entrata al posto giusto dopo la sua sosta, ma nulla è cambiato in vetta. Il numero 16 è rimasto amaro per il secondo posto, lo stesso raccolto 75 anni fa dalla Ferrari di Alberto Ascari (dietro all’Alfa Romeo di Fangio) nel primo GP di F1 della storia nel Principato: «La gara l’abbiamo persa sabato, avremmo potuto fare un lavoro migliore ma è andata così — le sue parole — Per lo meno il mio sogno di vincere qui l’ho realizzato nel 2024, quest’anno, considerando le previsioni della vigilia, siamo andati al di là delle nostre aspettative».