Dopo il Liberation Day del 2 aprile, con l’annuncio dei dazi «reciproci» fra il 20% e il 25% su un export da 605 miliardi di dollari, i ministri europei si sono posti una domanda: era il momento di imbracciare il bazooka? Il bazooka è un mezzo nuovo per l’Unione europea, costruito un anno e mezzo fa sotto il nome di «strumento anti-coercizione». Si tratta di una procedura rapida che permette a Bruxelles di imporre sanzioni — dazi inclusi — su Paesi che cerchino di esercitare sull’Europa un ricatto commerciale, finanziario o commerciale. Si attiva se la Commissione Ue decide che il rischio di coercizione esiste, in sostanza si carica il bazooka a scopo di dissuasione; quindi il dispositivo scatta se e quando serve.
Perché nella «guerra» dei dazi l’Europa non gioca tutte le sue carte (e ora è quasi priva di mezzi di ritorsione)
Tariffe (congelate) solo sul 6,5% dell’export Usa e bazooka «scarico»: i timori di colpire le Big Tech nel momento in cui la Casa Bianca si dichiara pronta a interrompere la tregua e riaprire la guerra commerciale








