«Era forse il più famoso fotografo del mondo, eppure una delle cose di cui era più orgoglioso era la scelta dei colori dei quadri che faceva suo figlio Rodrigo, un affettuosissimo ragazzo Down. E domani avremmo dovuto tornare insieme a Reims dove, proprio perché c’è quella cattedrale dalle vetrate celeberrime, esiste nella chiesa sconsacrata del Sacré-Cœur un atelier specializzato in quell’arte antica. Dove è in programma l’esposizione di una ottantina di opere di Rodrigo. Lui era entusiasta. Tirava fuori il cellulare e scrollava, lui che era il maestro del bianco e nero, quelle foto piene di colori, colori, colori».