Il fotografo franco-britannico Sebastião Salgado è morto a 81 anni: lo annuncia l’Académie des Beaux-Arts a Parigi. La notizia è stata confermata dall’Instituto Terra, un’organizzazione non governativa fondata da Salgado .“Sebastião è stato molto più di uno dei più grandi fotografi del nostro tempo. Insieme alla sua compagna di vita, Lélia Deluiz Wanick Salgado, ha seminato speranza dove c’era devastazione e ha fatto fiorire l’idea che il ripristino ambientale è anche un profondo gesto d’amore per l’umanità. Il suo obiettivo ha rivelato il mondo e le sue contraddizioni; la sua vita, il potere dell’azione trasformativa”, si legge nel testo.
Sebastiao Salgado viveva ormai da lungo tempo a Parigi e dal 1990 aveva smesso di fotografare le persone concentrando la sua attività sull’impegno sociale, sulle priorità ambientali e sulla sostenibilità. In Brasile aveva rilevato una azienda su cui ha ripiantato oltre due milioni e mezzo di alberi, ricreando una foresta in cui sono presenti 150 specie. Nato nel 1944 a Minas Gerais, Salgado si è laureato in economia e ha cominciato a fotografare da professionista nel 1973. Nel 1994 ha fondato con la moglie Lélia l’agenzia ’Amazonas Images’, dedicata esclusivamente al suo lavoro. Ha viaggiato in più di cento paesi per i suoi progetti fotografici, divenuti mostre di successo straordinario in musei e gallerie di tutto il mondo e libri-capolavoro tra i quali spiccano Terra (1997), Ritratti di bambini in cammino (2000), Africa (2007), Genesi (2013), Profumo di sogno (2015), Kuwait. A Desert on Fire (2016), Gold (2019) e Amazônia (2021).










