“Otto figli, un nipotino, una moglie a cui devo dire solo grazie”. Nel pieno della volata finale, il “fattore famiglia” è stato per Pietro Piciocchi l’ultima carta rischia tutto di una campagna elettorale passata a rincorrere. Classe ’77, avvocato, storico braccio destro dell’ex sindaco (e neo governatore) Marco Bucci vicino all’Opus Dei, i sondaggi del resto hanno visto l’attuale facente funzioni sindaco e candidato del centrodestra a Genova sempre dietro alla diretta concorrente al Comune, Silvia Salis. Diretta conseguenza del motivo per cui la città è andata a elezioni anticipate, per alcuni, e cioè l’inchiesta per corruzione che un anno fa ha travolto l’ex governatore Giovanni Toti, decapitato la Regione, portato i liguri e ora i genovesi al voto prima del previsto. Responsabilità di una candidatura condivisa solo in parte, secondo altri.
Pietro Piciocchi: “Io amo Genova. I miei avversari uniti solo nella battaglia contro di noi”
Matteo Macor
24 Maggio 2025
Dopo otto anni da colonna portante della giunta Bucci, “super assessore” al Bilancio, Lavori pubblici, Manutenzioni, Verde pubblico, la scommessa del centrodestra è stata quella di immaginare un futuro da capitano per quello che è stato l’imprescindibile uomo macchina del Comune. Imbattibile nella conoscenza dei dossier della città, dai balletti sul bilancio alle trasformazioni urbanistiche, a partire dalla riqualificazione simbolo dell’ex quartiere fieristico, finita nel mirino della Corte dei conti. Alla prima vera prova, però, da candidato leader.








