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A Giugliano, città di ben 125mila abitanti a nord di Napoli, molti politici locali pensavano che il governo avrebbe sciolto l’amministrazione comunale per infiltrazioni della camorra prima delle elezioni comunali del 25 e del 26 maggio. Per questo non c’è stato il consueto affollamento di candidature, come invece era accaduto in passato in un comune che elegge 40 consiglieri, visto il numero di abitanti. Lo scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata nell’amministrazione di un comune comporta un commissariamento di almeno 18 mesi, durante i quali non possono tenersi elezioni. A sorpresa, il governo non ha commissariato il comune prima delle elezioni.

Formalmente comunque Giugliano è già commissariato da marzo. Nei mesi scorsi ci sono state diverse indagini giudiziarie sui rapporti tra la camorra e la politica locale, che hanno coinvolto gli ultimi due sindaci, un ex assessore all’Ambiente e alcuni consiglieri. A fine febbraio 19 consiglieri della maggioranza di centrosinistra si erano dimessi, facendo cadere la giunta, e il governo aveva deciso il commissariamento fino alla data naturale delle elezioni (cioè cinque anni dopo l’inizio del mandato). Nel frattempo aveva inviato tre ispettori per valutare se scioglierlo per infiltrazioni camorristiche. Quando è stato il momento di presentare le liste elettorali, molti ex amministratori e consiglieri comunali non si sono presentati, con ogni probabilità perché convinti che ci sarebbe stato un ulteriore commissariamento.