Il 13 agosto 2007 la tranquilla cittadina di Garlasco, in provincia di Pavia, viene scossa da un terribile delitto: Chiara Poggi, una giovane di 26 anni, viene trovata uccisa nella sua abitazione. A scoprire il corpo è il fidanzato Alberto Stasi, che diventa immediatamente il principale sospettato. Quello che si apre però non è solo un’indagine giudiziaria, ma anche una lunga e travagliata vicenda fatta di dubbi, polemiche e incertezze.

La trincea della famiglia Poggi e il dolore di accettare la pista di un altro assassino

DAL NOSTRO INVIATO NICCOLÒ ZANCAN

A complicare ulteriormente il caso, fin dai primi momenti, è stata una serie di gravi errori compiuti dagli investigatori durante le prime fasi delle indagini. La gestione approssimativa della scena del crimine, la mancata protezione delle prove e diverse negligenze hanno infatti compromesso la raccolta di elementi fondamentali per ricostruire con precisione quanto accaduto. Questi sbagli hanno influito pesantemente sull’esito del processo, alimentando dubbi e controversie ancora oggi irrisolte.

Ecco gli otto errori più significativi che hanno segnato il caso sin dalle prime ore dopo il ritrovamento del corpo.