Controlli sempre più serrati in tutto il Venezuela in vista delle elezioni di domenica, mentre sale a 50 il numero degli arresti nell'ambito della cosiddetta "Operazione Tun Tun", che prevede incursioni senza mandato d'arresto o formula processuale in residenze e alberghi per catturare persone sospettate di "terrorismo o di essere mercenari".
Tra i fermati ci sono oltre dieci stranieri, tra cui argentini, almeno uno spagnolo, un albanese e un bulgaro.
Le accuse di terrorismo, cospirazione e tradimento sono frequenti contro gli oppositori e sono una giustificazione comune per i continui arresti arbitrari di leader politici e attivisti per i diritti umani, fanno sapere gli esperti delle ong.
Intanto, da Buenos Aires, il governo di Javier Milei - che ieri ha diffuso un allerta sconsigliando i viaggi nel Paese - ha reso noto che è stato rilasciato l'italo-argentino Pablo Gonzalo Carrasco, un esperto di cybersicurezza arrivato in Venezuela questa settimana per partecipare a una conferenza, e imprigionato perché ritenuto un sospetto.







