«Gli interporti non hanno meno dignità dei porti. Quando si fanno leggi con misure di sostegno a favore dei porti, allo stesso modo si dovrebbero prevedere per gli interporti». Lo dice Matteo Gasparato, presidente di Uir (Unione interporti riuniti), aprendo l’assemblea dell’associazione ospitata dall’interporto di Venezia. Uir rappresenta 28 interporti (più due aggregati: Rail hub e Logtainer), per un totale di oltre 60 milioni di metri quadrati di superficie logistica, movimentando ogni anno più di 50 milioni di tonnellate di merci, molte delle quali via ferro. L’interporto è il luogo deputato all’intermodalità, dove cioè avviene il trasferimento fisico della merce dalla strada alla ferrovia e viceversa.
La riforma degli interporti
Sono anni che il sistema nazionale degli interporti si batte per ottenere una nuova legge sul settore, regolato da un impianto normativo del 1990 (la legge 240). Alle parole di Gasparato fanno seguito quelle di Antonio Iannone, sottosegretario al Mit (Ministero Infrastrutture e trasporti): «Dalla prossima settimana procederemo al voto in Commissione e poi in Aula al Senato della legge quadro di riforma degli interporti. In modo che, nell’arco del prossimo mese, ci possa essere il voto definitivo, perché per effetto di queste modifiche il testo dovrà tornare alla Camera dei deputati, ma sarà un passaggio formale». Il testo ha già ottenuto l’approvazione della Camera nel corso del 2024. Ancora Gasparato: «L’approdo al Senato delle legge di riforma rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro del nostro settore, poiché una legge aggiornata e coerente con i cambiamenti del mercato e della logistica globale è essenziale per garantire la competitività e la resilienza del sistema interportuale italiano».






