Di fronte ai crescenti rischi geopolitici il Mediterraneo è un teatro strategico, non più periferia, e può dare all’Europa un protagonismo importante purché riesca a diversificare all’esterno ma cooperi al suo interno, con l’Italia che assurge al ruolo di hub. La direzione di viaggio è questa, come emerso al Festival dell’economia durante il panel ‘Italia - Hub del Mediterraneo tra economia e politica’. «Gli attori internazionali si stanno misurando con le opportunità che offre il Mediterraneo e anche noi dobbiamo coglierle. Parliamo di un’area che offre prospettive geoeconomiche importanti» ha detto Mario Di Ciommo, responsabile analisi e scenari geopolitici di Cdp. Un viaggio che l’Europa ha già intrapreso da qualche anno, come ha evidenziato Salvatore De Vita, consigliere economico della Commissione europea, e che passa dall’Agenda per il Mediterraneo al Global Gateway, rafforzata poi da una commissaria ad hoc. «L’Ue non guarda solo al confine est ma anche al confine sud: basti pensare che i 7 Paesi del Mediterraneo rappresentano il 70% delle risorse di Next Generation Eu». Un quadro in cui le politiche energetiche assumono un ruolo di primo piano. Ne ha parlato Marco Bartolini, cfo di Zhero. «Siamo partiti da una visione incentrata sulla transizione e abbiamo visto anche opportunità di business». Il progetto Medlink, da 7-8 miliardi di investimenti, in prospettiva «può consolidare l’Italia nel ruolo di hub con progetti prodromici all’esportazione di energia al centro Europa». La via europea, aggiunge Di Ciommo, deve guardare «alle potenzialità di strumenti già in piedi che vanno aggiornati in ottica geopolitica» e «possibili sinergie». E cita il lavoro di Cdp che si è dotata di una ‘lente geopolitica’, una struttura dedicata all’analisi geopolitica a supporto della propria operatività. La forza dell’Europa, indica De Vita, deve essere diversificare: «con gli Stati membri e le imprese sta lavorando per diversificare all’esterno e cooperare meglio all’interno». Positivo il giudizio delle imprese. «L’Europa sta facendo molto bene – indica Bartolini - non è un far west e lavorare con regole chiare va a beneficio di tutti».