Cambiare sede di lavoro, scegliere una scuola finalmente più vicina a casa propria, alla propria famiglia? Oggi è il giorno in cui le speranze di tanti prof diventano un obiettivo centrato e per molti finisce l’incubo della distanza. Non sono pochi gli insegnanti che per colpa di classi «intasate» o cavilli burocratici sono bloccati lontano dai propri cari. Clamoroso il caso raccontato da La Stampa dell’insegnante di Ragusa, Salvatore Cascone, bloccato da dieci anni a 1.300 km da casa, a Genova. «La mia è una classe di concorso intasata, così calpestano ogni diritto al ricongiungimento familiare».
Le domande di trasferimento
Le domande sono state inviate entro il 25 marzo tramite «Istanze online». Di recente gli Uffici Scolastici hanno convalidato le domande, inviando l’esito agli interessati. Alcune domande sono state escluse per mancanza dei requisiti, tante altre sono ammesse alla elaborazione ma bisogna fare i conti con i posti disponibili per ciascuna provincia e le aliquote previste per ogni fase. L’Ust (Ufficio Scolastico Territoriale) comunica agli interessati, il trasferimento o il passaggio di cattedra o ad altro ruolo, attraverso l’invio di una mail all’indirizzo di posta elettronica inserito nel portale Istanze online.







