Si abbassa l’età, alcuni ragazzini hanno 12 anni al momento di usare la prima bomboletta. Si moltiplicano le crew, i gruppi: gli investigatori della Polizia locale ne hanno censiti più di 300, da quelli «storici» e numerosi, a quelli estemporanei, di amici che si danno un’identità comune per qualche mese e poi scompaiono. Comunque, le firme dei writer sui muri di Milano ad oggi catalogate sono almeno 1.350 (aumentate del 15-20 per cento l’ultimo anno). Un tratto in comune: almeno sette ragazzi su dieci frequentano o hanno frequentato scuole a indirizzo artistico. Anche se dall’incontro organizzato ieri in Comune dal Coordinamento dei comitati milanesi, al quale hanno partecipato i vertici della Procura e della Polizia locale, con i responsabili della sicurezza di Trenord e Atm, l’elemento di trasformazione che si delinea con prepotenza è: sempre meno street art, sempre più writing vandalico.