La Cina preme il pedale dell’acceleratore nella sua politica spaziale, che ritiene sempre più importante, sia per espandere e consolidare la sua zona di influenza globale che per la sua politica militare che vede, come Usa e Russia, lo spazio come ulteriore zona da controllare.

Alleanze africane

Continue missioni spaziali e accordi con Paesi ancora non schierati con l’Occidente, come molti africani, sono lì a testimoniare lo sforzo di Pechino per aumentare il suo ruolo di potenza spaziale globale, che tanto impensierisce gli Usa.

L’Agenzia spaziale cinese Cmsa (China Manned Space Agency), l’Epl (Esercito Popolare di Liberazione), e un settore privato, per quanto possa dire a noi questo termine in Cina, sempre più impegnato sono gli attori principali di questo piuttosto impressionante sviluppo, poco seguito forse in Europa.

Abbiamo visto lo scorso anno la sonda robotica Chang’e 6 riportare a terra campioni di suolo lunare dalla parte oscura del nostro satellite, la stazione spaziale Tiangong, il “Palazzo Celeste”, la navetta Shenzhou, la “nave celeste”, che viene continuamente usata e perfezionata dal 1999 per il trasporto di astronauti, e la costellazione Beidou, il “Grande Carro”, simile al GPS americano o al Galileo europeo. E sono solo le più note realizzazioni, i satelliti cinesi sono oramai centinaia.