Già da qualche tempo il mondo è tornato a muoversi, ma non nello stesso modo di prima. Dopo gli anni della pandemia, il turismo internazionale ha ritrovato slancio: secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo (Unwto), nel primo trimestre del 2024 sono stati recuperati il 97% dei flussi globali rispetto ai livelli pre-Covid. Una ripresa particolarmente marcata in Europa, che conferma la voglia crescente di partire.

I numeri delle prenotazioni alberghiere lo testimoniano. Secondo un’analisi dell’agenzia Albergatore Pro, che attinge ed elabora dati in tempo reale dai software gestionali installati su oltre mille strutture in tutta Italia, la media di occupazione acquisita nelle camere d’albergo è aumentata del 6.8% sullo stesso periodo di analisi del 2024. A trainare la crescita sono in particolare lago e montagna, con incrementi di oltre il 7.5% sulle prenotazioni.

La zip-line più lunga d’Europa a San Vigilio di Marebbe

Più ancora della quantità, a cambiare è però la qualità del viaggio. Oggi i viaggiatori non si accontentano di vedere i luoghi: vogliono viverli, capirli, costruire esperienze su misura. È finita l’epoca del pacchetto “tutto compreso”. Secondo un recente report di McKinsey & Company, il mercato globale delle esperienze turistiche ha superato il valore di un trilione di dollari. I dati segnalano un passaggio sempre più netto dal turismo generalista a quello esperienziale, relazionale e non standardizzato. Le persone non cercano più solo destinazioni, ma “esperienze”. Possibilmente autentiche e all’aria aperta.