Siamo tra i più colpiti dai disastri naturali ma anche i meno assicurati. Il 95% dei comuni italiani è infatti a rischio idrogeologico ed ben il 40% del territorio nazionale è classificato in area ad elevato rischio sismico e si stima che ogni anno gli eventi estremi provochino danni per circa 7 miliardi di euro pesando in parte sulle casse dello Stato e lasciando però tutto il resto a carico di famiglie e imprese colpite.
L’Italia, come ha segnalato l’Istat nella sua relazione annuale, è tra i Paesi europei maggiormente colpiti per perdite economiche dovute ad eventi climatici estremi: nel periodo 1980-2023, stando all’Agenzia europea per l’ambiente, si colloca infatti al secondo posto nell’Ue27 con circa 134 miliardi di euro di danni piazzandosi subito dopo la Germania con 180 miliardi e prima della Francia con 130 miliardi.
Il peso delle polizze
La pratica assicurativa è più seguita in Francia e in Germania, paesi in cui oltre un terzo delle perdite economiche era assicurato nei periodi 1980-2000 e 2001-2020, con una punta del 41,5 per cento in Francia nel primo periodo, per attestarsi rispettivamente intorno al 30 ed al 20 per cento negli anni più recenti rileva l’Istata, segnalando che al contrario, in Spagna e in Italia tale misura di contenimento degli effetti connessi ai disastri ambientali è ancora molto ridotta anche se ora, con l’approvazione definitiva del decreto che conferma l’obbligo per le imprese di stipulare specifiche polizze si può prevedere che nei prossimi mesi avremo un incremento della copertura assicurativa delle imprese italiane rispetto a eventi climatici estremi.







