«Chi non impara dai propri errori è destinato a riviverli». Le mosse di politica economica compiute dall’amministrazione statunitense Trump2 nei primi mesi di mandato, secondo Donato Masciandaro, economista dell’università Bocconi ed esperto di politica monetaria, stanno pian piano ricreando le premesse per una nuova grande crisi, come era già accaduto nel 2008 con «la fine dell’età dell’oro» delle banche centrali e l’innesco della crisi dei mutui subprime, estesa poi all’Europa dove in breve si era trasformata in quella dei debiti sovrani mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dell’euro.

In un dialogo dei tanti che stanno animando il Festival dell’economia di Trento, dedicato alle “nuove rotte della politica monetaria di Federal reserve e Banca centrale europea”, Masciandaro (che tiene sul Sole 24 Ore la rubrica “Falchi &colombe” in cui ogni settimana scandaglia l’attività delle banche centrali) ha ripercorso «il viaggio verso Itaca che le banche centrali stanno cercando di portare a termine», quel viaggio che vorrebbe riportare la politica monetaria verso la normalità cioè verso la normalità che significa crescita stabile e inflazione bassa e anch’essa stabile.

Ma le tempeste che agitano e minacciano il mare delle incertezze in cui Federal Reserve e Banca centrale europea sono costrette a navigare si succedono quasi senza sosta da quel 2008 che rischia di apparire lontanissimo: buona parte degli studenti presenti in sala nel 2008 frequentava la scuola materna.