«La crescita è la strada giusta, la crescita è la strada da fare e poi bisogna tagliare i tassi» non è l’ennesima ripetizione del Manifesto di Mario Draghi odi un discorso in una delle sue tante premiazioni, sono le parole di Donald Trump una risposta all’ennesima domanda sul debito Usa e mondiale, la domanda e il tema che a latere vanno di moda in quel di Davos.Piace tanto preoccuparsi del debito, poi nella realtà si fa come con l’inquinamento, se ne parla e poi si continua a inquinare. Ma tant’è il debito è una malattia cronica e l’unica medicina è la crescita - crescita e tassi bassi - più ascolto Trump che quando parla dell’economia Usa diventa più affabile e più sembra di sentire Draghi. Una volta durante il Trump I disse «alla Fed ci vorrebbe Mario Draghi», i personaggi sono affini più di quanto si pensi.

Sebastiano Barisoni, animatore dell’economia a Radio24, va in sollucchero ogni qualvolta parla Draghi, ma quando interviene Trump mostra profonda insofferenza e maliziosamente chiede «se l’economia va così bene, perché insistere sul taglio tassi?». L’esperto conduttore dimentica che Draghi portò i tassi vicini allo zero, una fase espansiva che durò anni, lasciando la «cassetta degli attrezzi» aperta per ogni emergenza, eppure l’economia mondiale continuava a crescere. Perché non aumentarli? Solo perché non c’era inflazione? La negligenza fu quella di non approfittare di quel bonus- crescita più interessi bassi- per aggredire il debito e ridurlo drasticamente, no si doveva fare crescita per ridurre il debito col risultato che 10 anni dopo la montagna è ancora più alta.