«Nel 2012 la scelta fatale fu quella suggerita del Financial Stability Board alle banche centrali occidentali di contrastare la grande crisi con l’aumento esponenziale della massa monetaria. È da qui che comincia lo squilibrio che indebolisce e a mettere in discussione il ruolo del dollaro». Ne è convinto Giulio Tremonti, presidente della commissione Esteri della Camera. «L’amministrazione Trump ha varato il Genius Act (che autorizza negli States la negoziazione di criptovalute e stablecoin, ndr) con l’ obiettivo di rafforzare il dollaro, utilizzando le cripto come collaterale del biglietto verde al posto di quello che un tempo era l’oro. Un tempo collaterale era l’oro, adesso ci sono le cripto. I controlli su queste attività sono previsti, ma non si sa quanto siano efficaci. L’obiettivo è quello di stabilizzare il ruolo del dollaro e, forse, dell’Occidente. Il rischio, però, è che l’effetto sia invece destabilizzante», afferma.

Professore, perché l’amministrazione Trump punta sulle criptovalute?

Un po’ storia. La storia della ricchezza comincia con la pecora. Oggi la pecora ci si presenta insieme impazzita e geneticamente modificata. Al principio c’era la pecora simbolo della ricchezza: non per caso la parola pecuniario deriva da pecora, la quale era l’animale che simboleggiava la ricchezza. La pecora consentiva di nutrirsi e di scaldarsi e tra l’altro era una ricchezza mobile, perché camminava da sola. Poi al posto della pecora è arrivata la moneta metallica, sulla quale era impressa la testa dei sovrani, infine quella dei presidenti. In fondo nella stablecoin del presidente Trump c’è la sua effige. In una fase successiva si sono sviluppate le lettere di credito e di cambio, strumenti più facili da trasportare. Poi viene ancora un’altra fase: possiamo citare il Faust di Goethe: «I biglietti alati voleranno tanto in alto che la fantasia umana, per quanto si sforzi, mai potrà raggiungerli». In questa frase c’è l’intuizione della moneta moderna. Nel Faust domina però anche l’idea del denaro come magia alchemica folle e mortale come nella dialettica tra Faust e Mefistofele. La storia successiva è costellata da crisi monetarie, come quella della Repubblica di Weimar (nel primo dopoguerra, con la stampa di valuta per fare fronte ai debiti di guerra, ndr). A proposito di magia alchemica mortale, è arrivata la crisi del 2008,anche questa è stata caratterizzata da un eccesso di moneta. Il 12 novembre 2006 sul Corriere della sera ho scritto un articolo intitolato “L’America rischia un nuovo 1929”. Che poi è quanto accaduto.