“L’intelligenza artificiale è come una tigre. Da cucciola sembra innocua, addirittura affascinante. Ma crescerà. E a meno che non siate certi che non vorrà uccidervi, dovreste preoccuparvi.” Geoffrey Hinton, Premio Nobel per la Fisica nel 2024, con John Hopfield, per i suoi pionieristici studi nel campo del machine learning, continua a lanciare segnali d’allarme sul futuro dell’IA. Lo ha fatto anche a Berlino, sul palco del Gitex Europe, dove è stato ospite d’onore nella giornata inaugurale. La fiera tech, nata a Dubai, per la prima volta è sbarcata nel Vecchio Continente, portando con sé centinaia di startup europee. Seguiranno nuovi appuntamenti in Kenya e Kazhakistan.
Hinton, considerato uno dei padri fondatori dell’intelligenza artificiale moderna, ha lasciato Google proprio per le crescenti divergenze sull’evoluzione e il controllo dell’IA. “Le grandi aziende perseguono il profitto, non l’etica”, ha dichiarato sul Global Stage del Gitex, confermando la sua preoccupazione per lo sviluppo incontrollato dei modelli generativi.
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La salute
Eppure non mancano gli aspetti positivi. “L’IA sarà straordinaria nel settore sanitario”, ha detto. “Oggi ci sono 250 applicazioni approvate dalla FDA americana per l'utilizzo dell'IA nell'interpretazione delle scansioni mediche. In America è utilizzata nelle principali cliniche oncologiche, ma la professione del medico è piuttosto conservatrice, eppure tra pochi anni, forse meno di 5, sarà in grado di ottenere più informazioni dalle scansioni mediche” e lo scienziato ipotizza progressi importanti nella diagnosi di malattie feroci come il cancro.“Nell’interpretazione del fundus della retina, l’IA può vedere ogni sorta di cose che nessun oftalmologo ha mai pensato di poter vedere. Se riusciamo a rendere i medici più efficienti, tutti noi potremo avere molta più assistenza sanitaria. Quindi non ci sarà disoccupazione, ma solo molta più assistenza sanitaria, il che sarà fantastico” dice Hinton, convinto dell’impatto positivo in ambito clinico, anche nelle diagnosi. “L’intelligenza artificiale indovina circa il 50% delle diagnosi, mentre i medici il 40%. La combinazione di questi due fattori arriverà al 60% e salverà molte vite, visto che negli Usa circa 200.000 persone all'anno muoiono a causa di diagnosi sbagliate”. E naturalmente sarà anche più brava nel progettare farmaci.







