Nuovo sopralluogo dei carabinieri del Ris domani nella villetta di Fregene, dove tra il 14 e il 15 maggio è stata uccisa Stefania Camboni. L’obiettivo degli accertamenti, sotto alcuni aspetti irripetibili, è quello di ricostruire i dettagli ancora non chiari del delitto. E sarà l’occasione anche per le due parti chiamate in causa per schierare i propri super-esperti. È ormai netta infatti la frattura tra gli ormai ex fidanzati: Francesco Violoni, figlio della vittima, accusa apertamente la fidanzata, Giada Crescenzi, rinchiusa in carcere come unica indagata per l’omicidio. «La convinzione della famiglia Camboni-Violoni sulla responsabilità della Crescenzi è ormai granitica, - si legge nella nota dell’avvocato Massimiliano Gabrielli - ma merita attenzione su un elemento altrettanto importante: ogni ombra o sospetto su un possibile coinvolgimento, diretto o indiretto, di Francesco, deve definitivamente cadere dalla mente di tutti». Nessuna incongruenza, si specifica, tra il racconto del giovane e le risultanze investigative.
Omicidio di Fregene, il figlio della vittima ora accusa la fidanzata: «Ho portato in casa l'assassina»
Scontro di periti tra le parti, l'ex generale dei Carabinieri Luciano Garofano come super-consulente della famiglia di Stefania Camboni








