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Lunedì sera, dopo aver parlato al telefono con Vladimir Putin e dopo aver riferito dell’esito di questo colloquio agli alleati europei, Donald Trump ha pubblicato sul suo social network Truth un post in cui annunciava che «Russia e Ucraina inizieranno immediatamente i negoziati verso un cessate il fuoco». Il post si concludeva così: «Il Vaticano, come detto dal Papa, ha dichiarato che sarebbe molto interessato a ospitare i negoziati. Che il tutto abbia inizio». Questo riferimento così diretto ed esplicito al Vaticano ha sorpreso un po’ i governi europei e gli stessi diplomatici della Santa Sede.
Non perché l’ipotesi non sia stata effettivamente considerata: ma perché – ne è convinto tra gli altri anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani – sarebbe stato opportuno tenere riservata la notizia e non esporre già in questa fase preliminare, e in modo tanto evidente, il papa e il segretario di Stato Pietro Parolin (che agisce per il Vaticano come una specie di primo ministro con un’ampia delega agli esteri). Anche Giorgia Meloni in realtà ha dato un certo risalto alla cosa, spiegando in un comunicato che «è stata considerata positivamente la disponibilità del Santo Padre ad ospitare i colloqui presso il Vaticano».















