Cannes – Le aquile della repubblica è il titolo altisonante quanto tragicamente ironico del regime di Al Sisi, che il regista svedese di origine egiziana Tarik Saleh porta in concorso al Festival di Cannes. Eagles of the Republic, ritratto senza sconti di un un Paese governato da un leader corrotto, crudele, manipolatore. Il personaggio protagonista (Fares Fares) è il divo più famoso d’Egitto, “il faraone dello schermo”, star ricca e potente, che non fa mistero delle sue opinioni sul regime del Paese. Uno stile di vita che scontenta le autorità, custodi del pensiero politico, che lo considerano anti-Islam e anti-regime. In un'epoca in cui gli arresti arbitrari e la riduzione al silenzio di artisti, giornalisti e persone comuni sono all'ordine del giorno, l’attore è costretto a interpretare in un biopic di propaganda commissionato dal ministero della Difesa, lo stesso Abdel Fattah al Sisi. E questo malgrado lui sia magro, altissimo e dalla chioma fluente, perché così ama rispecchiarsi sul grande schermo il presidente. Il set si trasformerà in una discesa negli inferi della corruzione, violenza, manipolazione del potere, che è costretto ad accettare per proteggere suo figlio che "potrebbe essere vittima di uno sfortunato incidente mentre va all'università", gli viene detto.