Da oggi conosciamo un nuovo meccanismo che sembra essere alla base dell’infiammazione tipica delle malattie croniche dell’intestino, come la malattia di Crohn e la colite ulcerosa, e che potrebbe diventare il bersaglio di nuove terapie. La scoperta si deve a uno studio italiano pubblicato su Journal of Clinical Investigation e che ha coinvolto diversi centri di eccellenza per la gastroenterologia.
Crohn, un dispositivo per monitorare l’infiammazione nell’intestino
Come funziona il meccanismo appena scoperto
Parliamo del recettore Tmem219, che è presente a livelli molto elevati nell’intestino dei pazienti con malattia infiammatoria cronica intestinale, e la cui attivazione provocherebbe, secondo i risultati della ricerca, la morte delle cellule staminali intestinali che lo esprimono.
“La morte indotta tramite l’attivazione di Tmem219 sulle cellule staminali intestinali aggrava il danno intestinale e ne impedisce la guarigione”, ha spiegato Paolo Fiorina dell’Ospedale Fatebenefratelli-Sacco, che ha preso parte allo studio. Questo danno contribuisce a sua volta ad aumentare la permeabilità della mucosa intestinale e potenzia la risposta infiammatoria locale, promuovendo il reclutamento delle cellule immunitarie. Anche se non è chiaro cosa dia origine a queste malattie, una delle ipotesi è che siano legate proprio a attivazione sregolata della risposta immunitaria.









