I Comuni capoluogo con un buon livello di maturità digitale (il più alto) sono 50. Ben di più dei 29 dello scorso anno. Mentre altri 41 si collocano nelle fasce medio-alta e 18 in quella medio-bassa.

Migliora il grado di digitalizzazione dei Comuni. L’evidenza arriva dalla settima edizione dell’Indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo, curata da Fpa (del gruppo Digital 360) per Deda Next che sarà presentata oggi al Forum PA 2025. Lo studio misura i progressi delle 110 città capoluogo nella transizione verso una pubblica amministrazione digitale, interoperabile e integrata. «C’è una progressione importante e sarebbe stato grave in caso contrario visto tutto lo sforzo che è stato fatto con il Pnrr. La buona notizia è che, almeno per la trasformazione digitale degli enti locali, il Pnrr con le sue misure 1.2, 1.3.1 e 1.4.1 sta funzionando», commenta Fabio Meloni, ceo di Deda Next.

Sono tre gli indici considerati che portano al risultato sintetico messo nero su bianco secondo il modello di Deda Next: Digital Public Services (disponibilità e qualità dei servizi online offerti dai Comuni); Digital PA (che riguarda l’integrazione di servizi con le piattaforme digitali del modello nazionale di riferimento disegnato da Agid come Spid, Cie, PagoPa, l’App IO, cui si è aggiunta la piattaforma Send cioè la piattaforma delle notifiche digitali); Digital Data Gov che riguarda l’interoperabilità dei dati (cioè come i dati vengono effettivamente utilizzati e condivisi dai comuni) e misura il livello di adesione dei Comuni alla Pdnd (Piattaforma Digitale Nazionale Dati).