Nel Campus del Psg, il suo regno da due anni, Luis Enrique tiene allenamenti maniacali e conferenze stampa con il tono abituale, corretto e sbrigativo. L’unica volta in cui si è lasciato un po’ andare, qualche mese fa, è stato a proposito della figlia Xana, scomparsa a soli nove anni: «Ho una foto incredibile con Xana nella finale di Berlino (2015, vittoria sulla Juventus per 3-1, ndr), dove pianta una bandiera del Barça sul terreno di gioco. Spero che mia figlia possa farlo di nuovo per il Psg, a Monaco. Lei non ci sarà fisicamente, ma sarà con me spiritualmente, e questo è quello che conta di più». La finale di Monaco è arrivata, ormai, carica di significati enormi per il coach «Lucho», il Psg e Parigi.