L’impronta della mano destra di Andrea Sempio sul muro della scale della cantina, proprio nel punto in cui il cadavere di Chiara Poggi era stato adagiato prima che scivolasse sui gradini, verso il basso. E il suo Dna sotto le unghie della vittima, lasciato per contatto diretto sul quinto dito della destra e sul primo della mano sinistra. È il puzzle che si compone contro il presunto assassino che, quella mattina del 13 agosto 2007, avrebbe massacrato la ragazza nella villetta di via Pascoli, a Garlasco, insieme ad altri complici da identificare. Per la procura di Pavia, diretta da Fabio Napoleone, quell’assassino è appunto Sempio. «Ovviamente è logico-fattuale che l’impronta sulla parete delle scale appartenga all’assassino». È quanto si legge nella informativa del 7 luglio 2020 del Nucleo investigativo di Milano inviata alla procura di Pavia in cui si parla della traccia numero 33 sulla scena del delitto evidenziata dagli ultravioletti sulla parete delle scale dove fu trovato il cadavere di Chiara e che ora la procura attribuisce ad Andrea Sempio.