Dopo aver chiuso il 2023 con un aumento del 16%, che aveva segnato il fatturato più alto della sua storia, Chanel archivia il 2024 in calo del 4,3%, per 18,7 miliardi di dollari: una decisa inversione di rotta per uno dei gruppi più grandi dell’industria del lusso, ancor più sottolineata dal calo del 30% dell’utile operativo, che si ferma a 4,48 miliardi di dollari contro i 6,4 del 2023. Ricavi e utile operativo registrano dunque il peggiore risultato per il brand dal 2020, l’anno della pandemia.
A pesare sui dati è soprattutto il forte rallentamento delle vendite in Cina, che genera circa la metà delle vendite della maison come da tendenza generalizzata e comune per molti marchi. In aumento, invece, le vendite in Giappone e Corea. Nell’area Asia-Pacifico le vendite sono calate del 9,3% a 9,2 miliardi di dollari; nelle Americhe -4,3%, raggiungendo i 3,8 miliardi di dollari, meglio l’Europa con un aumento dell’1,2% per 5,68 miliardi di dollari.
Interpellati da Wwd, la ceo Leena Nair e il chief financial officer Philippe Blondiaux hanno dichiarato di aspettarsi piccoli miglioramenti per quest’anno, ma che nonostante il contesto sfidante Chanel continuerà a investire, seguendo obiettivi di crescita a lungo termine. Nel 2023 gli investimenti erano saliti del 43%. Nel 2025 Chanel, che fa capo ai fratelli Alain e Gerard Wertheimer, investirà anche 600 milioni di dollari nella rete di manifatture di proprietà o nelle quali detiene una quota di partecipazione, lista, quest’ultima, nella quale di recente è entrato a far parte anche il setificio comasco Mantero.






