Aspettando l’arrivo di Luca de Meo come Ceo di Kering, il prossimo 15 settembre (dopo la nomina dell’uomo dei miracoli automobilistici passato al mondo del lusso nel giugno scorso) ecco che arrivano oggi i dati economici del Gruppo di proprietà di Francois Henri Pinault per il secondo trimestre e il primo semestre del 2025. Una serie di numeri che ancora non vanno bene, non lasciano ancora spazio a speranza e ripresa, e che dunque aspettano l’intervento di de Meo col suo stile diretto e interventista. Ma ancora oggi il Ceo del secondo gruppo mondiale del lusso è Pinault Jr che a settembre resterà solo il Presidente di Kering. Ecco le sue parole a commento di questi dati, ancora preoccupanti. Parole semplici ma schiette, che vedremo se in prospettiva breve saranno testimoni della ripresa, anche se senza dubbio si penserà subito ad una razionalizzazione dei vari brand e forse ad un taglio nei numeri del personale.
«La prima metà del 2025 è stata caratterizzata da decisioni fondamentali per Kering _ dice Francois Henri Pinault _ Sul fronte della governance, ho raccomandato al Consiglio di Amministrazione di affidare il ruolo di CEO di Kering a Luca de Meo, mentre io manterrò la presidenza. Sul piano creativo, i team sono stati potenziati, guidati da nuovi direttori creativi in tre delle nostre principali maison, e stanno lavorando con passione e determinazione per rafforzarne la desiderabilità e valorizzarne il loro patrimonio. Sotto l’aspetto operativo e finanziario, in un contesto di mercato particolarmente difficile, abbiamo continuato a razionalizzare la rete di distribuzione e la struttura dei costi e, seguendo la nostra tabella di marcia, abbiamo implementato azioni fondamentali per rafforzare la nostra struttura finanziaria. Sebbene i risultati che presentiamo oggi siano ancora ben al di sotto del nostro potenziale, siamo certi che l’insieme degli sforzi compiuti negli ultimi due anni abbia posto delle solide basi per le prossime tappe dello sviluppo di Kering». Pinault si riferisce agli importanti cambiamenti in Gucci, con l’arrivo come direttore creativo di Demna Gvasalia, di Balenciaga con l’esperienza e la bravura di Pierpaolo Piccioli, di Bottega Veneta con l’arrivo di Louise Trotter arrivata nella maison nel gennaio scorso con un ricco bagaglio di successo e di esperienza. E speriamo che tutta questa nuova linfa creativa dia la tanto agognata svolta nelle vendite del Gruppo Kering.








