C’è l’intelligenza artificiale che offre supporto ai dipendenti in materia di risorse umane. Quella che assiste i consulenti finanziari aiutando la gestione del cliente, monitorando il portafogli e creando nuove proposte. Quella che, nel settore normativo, ha il compito di gestire e analizzare i contratti dell’ufficio acquisti. E poi c’è l’intelligenza artificiale che crea i brief per il reparto marketing, quella che supporta i team di vendita e anche quella che aiuta a generare ricette personalizzate, dal suggerimento degli ingredienti fino alla composizione finale.
Benvenuti nel mondo della Agentic AI, messa in mostra massicciamente nel corso dell’ultima convention Xchange di Reply (multinazionale italiana della consulenza tecnologica e della system integration), che ha avuto come protagonisti proprio questi “agenti intelligenti e autonomi”, che – come si legge nel comunicato stampa dell’evento – “non si limitano ad assistere gli utenti aziendali, ma collaborano, ragionano e agiscono in modo indipendente all’interno degli ecosistemi digitali”.
L’era dei digital human
25 Settembre 2024
I progressi dell’intelligenza artificiale stanno quindi rendendo possibile la creazione di sistemi autonomi, in grado di svolgere con ampia autonomia un numero sempre maggiore di compiti specifici. Non solo, l’intelligenza artificiale in alcuni casi è stata anche promossa al ruolo che un tempo avremmo definito di capo ufficio: nel caso della consulenza finanziaria, per esempio, l’interfaccia conversazionale sfruttata dal professionista umano svolge in realtà la funzione di “orchestratore”: interpreta i compiti che le sono stati affidati e poi li smista tra gli agenti specifici più adatti (analisi del portafoglio, proposta, compliance, interpretazione documenti e altro ancora).








