«Suonare l’Inno d’Italia per la Festa della Repubblica sarebbe di sicuro un onore, ma è altrettanto vero che la Costituzione afferma che la Repubblica è fondata sul lavoro e noi chiediamo una retribuzione conforme alla nostra professione». È tra le sfumature di questo ragionamento, espresso a nome di tanti lavoratori dal segretario provinciale Fials Marco Trentin, che si colloca la risposta negativa dei lavoratori del teatro La Fenice alla proposta del ministero della Cultura (Mic) di registrare il celebre brano per trasmetterlo su RaiUno il 2 giugno, Festa della Repubblica.
Pagati 70 euro per suonare l’Inno di Mameli, l'orchestra della Fenice di Venezia si ribella: «Più dignitoso chiederci di farlo gratis»
La proposta del ministero della Cultura (che prevede due giorni di registrazione) e il no dei musicisti: «Vogliamo solo essere pagati il giusto, per noi è lavoro»






