Mario Occhiuto ha la voce spezzata dalla sofferenza. Respiri profondi, come se ogni parola faticasse a uscire fuori. Ma vuole parlare, perché è «un modo di non arrendersi, di restargli legato». Era il 21 febbraio quando suo figlio Francesco se n’è andato, a trent’anni, con un gesto estremo, sopraffatto da un dolore interiore che lo accompagnava da troppo tempo.
Mario Occhiuto: «Il suicidio di mio figlio Chicco ha aperto gli occhi a tanti. Mi scrivono: ci ha salvati»
Il senatore: «Le fragilità non vanno nascoste, bisogna parlarne. Ora, se avrò la forza, una Fondazione»






