So come morirò. Sarà una morte improvvisa, dovuta o a un arresto cardiaco oppure a un ictus cerebrale. Non c’è niente da fare, è così. Certo, potrei sempre andare a sbattere con la mia auto contro un guard rail, ma si tratterebbe di un evento eccezionale, imprevisto e imprevedibile. L’ictus, o l’infarto, stanno scritti nel mio codice genetico.
Rivoluzione Dna, la nuova mappa del genoma 'fotografa' la variabilità dell'essere umano per terapia 'su misura'
Valentina Arcovio
Quando alcuni mesi fa il consorzio pubblico internazionale Human Genome Project e l' azienda privata Celera Genomics annunciarono di aver completato il sequenziamento del genoma umano ebbi l’idea: perché non sottopormi al test del Dna? Perché non sapere come sono fatto e quali difetti mi porto dentro?
Ora i difetti che cercavo li ho trovati e ce l’ho davanti agli occhi in una sottile e apparentemente innocua striscia di carta. Me li ha spiegati il genetista che ha condotto la complessa indagine: «Sei un C677T, interessante: hai il 35 per cento di probabilità in più rispetto a una persona normale di morire per un evento cardiocircolatorio. Una percentuale significativa, soprattutto rispetto alle tue condizioni generali che invece non lasciano ipotizzare altre decisive insufficienze. Ecco, guarda tu stesso i risultati».







