Dal divorzio della Brexit non si torna indietro, ma per Londra e Bruxelles è tempo di riavvicinarsi, e non solo a parole.
Di tornare a condividere e custodire insieme, in qualche misura, quella casa comune che si chiama Europa: fra conflitti, minacce e turbolenze geopolitiche epocali.
E' il senso del messaggio che Keir Starmer, Antonio Costa e Ursula von der Leyen hanno cercato di articolare sotto le volte della Lancaster House, annunciando un pacchetto d'intese per dar vita a una nuova "Partnership Strategica Gb-Ue" (dalla difesa, ai commerci, alla mobilità giovanile).
A nove anni dal referendum che sancì l'addio dell'isola dal club continentale e a cinque dall'entrata in vigore degli accordi di separazione. Un "reset" che il premier laburista aveva evocato fin dal suo avvento a Downing Street dieci mesi fa, dopo 14 anni di governi conservatori.
"E' tempo di guardare avanti, di mettersi alle spalle vecchi dibattiti e scontri politici" per affrontare con "soluzioni pratiche" i contraccolpi più negativi della Brexit, ha detto Starmer chiudendo il summit con il presidente del Consiglio europeo e la presidente della Commissione. Mentre le note dell'Inno alla Gioia tornavano a risuonare nel cuore di Londra. Il contesto è quello di "una nuova era", di "un nuovo capitolo" che si apre, ha poi insistito all'unisono con von der Leyen.









