Èstato strano vedere le stelle della Bandiera dell’Europa e le croci intrecciate della Union Jack al fianco, ieri, durante la conferenza stampa di sir Keir Starmer, Ursula von der Leyen e António Costa. Il momento, però, lo meritava: il primo ministro britannico, la presidente della Commissione Ue e il presidente del Consiglio europeo, assieme sul podio, erano a Londra per un summit congiunto (non succedeva da anni) e hanno annunciato un accordo che cambia la stagione nei rapporti tra le due sponde della Manica. Non è il rientro di Londra nell’Unione europea, non è nemmeno la ricomposizione delle rotture maggiori avvenute in quasi dieci anni. Non è insomma la fine della Brexit. Si può però dire che è l’inizio della post-Brexit, una svolta che chiude il periodo cominciato con il referendum del 2016. «Un reset», ha detto Starmer.
L'Europa e Londra più vicine
Non è la fine della Brexit. Si può però dire che è l’inizio della post-Brexit, una svolta che chiude il periodo cominciato con il referendum del 2016












