Negli anni Settanta e Ottanta, le indagini si basavano prevalentemente su strumenti tradizionali: medicina legale, balistica, analisi grafologiche e raccolta di testimonianze. Gli investigatori analizzavano la scena del crimine con rilievi fotografici e planimetrici, repertando bossoli, proiettili e oggetti potenzialmente riconducibili all’assassino. Tuttavia, la raccolta e la conservazione delle prove erano spesso limitate dalla tecnologia disponibile: le tracce ematiche, ad esempio, venivano raramente analizzate in modo approfondito, e la catena di custodia dei reperti non seguiva protocolli rigorosi come quelli odierni.