Il colpevole, a 52 anni dal primo duplice delitto, non c’è. La caccia al serial killer resta aperta. Sulle colline nei dintorni di Firenze, 17 anni di terrore. Stesso scenario, stessa modalità, stessa arma: una Beretta calibro 22. Stessa frustrazione. «Non abbiamo niente di niente in mano», diranno gli inquirenti dopo l’ennesimo delitto. Otto coppie massacrate, uccise in maniera brutale, mentre si appartavano in auto nella campagna toscana, dove di notte c’erano più guardoni che cinghiali. «Il più grande caso della storia criminale italiana - dice il produttore Lorenzo Mieli – raccontiamo il male dal di dentro, il potenziale mostro dentro tutti noi». Una delle più lunghe indagini investigative, tra il 1968 e il 1985, non ha portato a nulla. Solo congetture, pregiudizi, errori. Si riempirono fascicoli su fascicoli; si studiarono le lettere anonime; si parlò addirittura di pista eversiva.