Otto donne uccise in dieci anni tra città e provincia, la più recente il 3 gennaio 1995 e nessun colpevole.
L'ipotesi di un serial killer, "il mostro di Modena", rimasta tale. Ad oltre 30 anni di distanza è la famiglia di una delle vittime, Anna Maria Palermo, a chiedere una riapertura delle indagini. Morta ventenne in un canale a Corlo di Formigine, con una dozzina di coltellate, la ragazza "non ha mai avuto giustizia", dice l'avvocato Barbara Iannuccelli che, dopo aver acquisito e studiato gli atti dell'epoca presenterà l'istanza in Procura per conto dei fratelli della vittima, Marcello e Leonardo. L'idea è che a compiere l'assassinio possa essere stata più di una persona.
Gli omicidi attribuiti al "mostro", ad un certo punto riuniti in un unico fascicolo investigativo e già oggetto in passato di riapertura, sono partiti nel 1985. Nell'agosto di quell'anno venne trovato a Baggiovara il cadavere di Giovanna Marchetti, con il volto devastato a colpi di pietra; nel settembre del 1987 venne assassinata con un colpo di punteruolo al cuore Donatella Guerra, trovata ai laghetti di Sant'Anna; due mesi dopo venne trovato il corpo di Marina Balboni, in un fosso di Gargallo dopo che era stata strangolata; per strangolamento morì a Campogalliano, nel maggio 1989, anche Claudia Santachiara; nel marzo 1990 fu la volta di Fabiana Zuccarini, trovata in un fosso a Staggia; ancora per strangolamento è morta nel febbraio 1992 Anna Abbruzzese, anche lei in un fosso, a San Prospero; l'ultima è Monica Abate, trovata strangolata nella sua abitazione del centro di Modena il 3 gennaio 1995. Erano prostitute o ragazze con problemi di tossicodipendenze. Prima di lei, Anna Maria Palermo, 26 gennaio 1994. "Con la moderna scienza oggi è possibile analizzare i reperti elencati in ben tre pagine di verbale. In particolare dagli atti emerge che Anna Maria aveva sugli avambracci lividi da afferramento e ferite da taglio sul petto. E' probabile, quindi, che ad ucciderla siano state almeno due persone", spiega Iannuccelli.






