Chaos e ordine sono i mantra botanici della quinta edizione del Radicepura Garden Festival inaugurato a Giarre e destinato a far sbocciare rigogliose iniziative culturali sino al prossimo 7 dicembre nel parco tra l’Etna e il mare, tra cui un corso di scrittura organizzato dalla Scuola Holden intitolato Le radici di una storia, concerti di funk, afrobeat, jazz e chitarra di flamenco, oltre al cinema con Garden in Movies.

Architetti paesaggisti

La parentesi tra le due parole contiene la congiunzione “e” che sta all’occhio di chi si intrufola negli intrichi delle foglie e dei fusti, così come all’estro-genio degli architetti paesaggisti selezionati, accentuare o mettere all’angolo. “Questo mosaico apparentemente caotico che è il giardino - dice Antonio Perazzi, land designer e direttore di Radicepura Garden Festival - fa emergere tutto l’eclettismo della natura. Le piante evocano ricordi, sensazioni e pulsioni che prendono sempre più forma col passare del tempo a una velocità variabile.

In questa edizione che guarda anche al Far East, all’universo indiano sfumature e interazioni tra culture dialogano in maniera matura ed entusiasta col nostro ambiente mediterraneo”. Anche Mario Faro, anima ispiratrice di questa Biennale che ha coinvolto trenta volontari provenienti da tutto il mondo, Siberia compresa, è soddisfatto ed entusiasta dell’alta qualità raggiunta: “La nostra call for action ha fatto pervenire all’esame dei selezionatori migliaia di progetti che hanno messo a dura prova la giuria nell’atto di individuare i progettisti più meritevoli - ha detto -. Crediamo di avere scelto bene”.