Il pil italiano è cresciuto più del previsto nel primo trimestre 2025, +0,3%, con l’industria che ha interrotto il suo lungo calo. Nel secondo trimestre, però, i dazi e le alterne decisioni dell’amministrazione Trump tengono alta l’incertezza e bassa la fiducia, frenando principalmente export e investimenti. È attesa la frenata, sono le prime parole di Congiuntura Flash, l’analisi del Centro studi di Confindustria. Le minori attese di crescita, tuttavia, scrive la nota, riducono il prezzo dell’energia, che comunque resta sopra i livelli del 2019 (resta il divario con gli altri Paesi europei) agevolando il taglio dei tassi in Europa.
Guardando inflazione e tassi, il costo della vita è alto negli Usa, +2,3% in aprile, e ci si attende una crescita a causa dei dazi e della svalutazione del dollaro. Nella Ue è 2,2, ma in Europa calerà per il ribasso energetico e il rafforzamento dell’euro. La Bce proseguirà con il taglio dei tassi nel 2025 (già a 2,25) mentre la Fed potrebbe restare ferma, con tassi al 4,5 per cento. Il taglio Bce stimolerà il credito per le imprese italiane (-1,1% a marzo).
Prezzi energetici in calo
Il prezzo del gas in Europa (Ttf) continua a scendere: 33 €/mwh a maggio, da 50 a febbraio, restando comunque sopra i livelli del 2019 (14 in media); in ribasso anche l’elettricità (PUN a 88 €/mwh, da 150), ma resta il divario con gli altri paesi europei. Anche il prezzo del petrolio è in calo, a riflesso delle attese di frenata della domanda globale: 62 $/barile a maggio, da 76 a febbraio.







