Peggiora lo scenario a inizio 2026. Sono le prime parole di Congiuntura Flash, l’analisi congiunturale del Centro studi Confindustria: export e consumi zavorrano l’industria, sono positivi potenzialmente gli impatti del decreto energia. In Italia, dopo il buon quarto trimestre 2025 (+0,3% il Pil), trainato dagli investimenti del Pnrr, a gennaio migliora la fiducia delle famiglie e accelerano i servizi. L’industria resta volatile e la risalita lenta, penalizzata dal dollaro più svalutato e da consumi ancora fragili.
Il costo dell’energia alto e in salita (71 dollari al barile il petrolio a febbraio, a gennaio il gas a 33 euro Mwh) può scendere in modo sostanziale per famiglie e imprese grazie al decreto del governo, se approvato dalla Commissione Ue.
Il costo del credito risale: il tasso pagato dalle imprese ha esaurito il calo e inverte la rotta, 3,58% a dicembre da 3,38% a settembre. Restano favorevoli i segnali per gli investimenti in impianti e macchinari: a gennaio migliora la fiducia delle imprese manifatturiere, in particolare nei beni strumentali, peggiora per il terzo mese consecutivo la fiducia delle imprese di costruzione.
Per i consumi l’inizio dell’anno è ancora lento: a dicembre le vendite al dettaglio sono calate, -0,9% in volume, quasi azzerando la crescita nel quarto trimestre, +0,1 per cento. A gennaio però aumentano gli acquisti di autovetture. La fiducia delle famiglie migliora un po’ a inizio 2026, il numero di occupati cresce comunque di +0,3% nel quarto trimestre. Cala molto la fiducia delle imprese nel commercio, sebbene i giudizi sulle vendite restino positivi.








